Dpcm, Arci e Acli: “riaprire subito i circoli per non lasciarli morire. Ristori insufficienti”
Roma 13 gennaio 2020
Dpcm, Arci e Acli: “riaprire subito i circoli per non lasciarli morire. Ristori insufficienti”
“Siamo consapevoli delle difficoltà legate alla pandemia e
alla situazione epidemiologica in Italia ma crediamo che, anche in questo
momento in cui si parla di molte regioni che entreranno in zona arancione, non
si debbano ancora una volta dimenticare e discriminare il ruolo e le attività
del mondo dell’associazionismo di promozione sociale e culturale del Terzo
settore. Per questo torniamo a chiedere di far ripartire le attività di
migliaia di esperienze associative, in sicurezza e nel rispetto delle norme per
la tutela della salute di ognuno, così come si sta ipotizzando in queste ore
per altri settori, a partire dai musei”.
E’ quanto dichiarano la Presidente nazionale Arci, Francesca Chiavacci, e il
Presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini.
“Migliaia di circoli e associazioni di promozione culturale e sociale, chiusi
in seguito alle misure anti Covid del Dpcm dello scorso ottobre dopo essere
stati già fortemente penalizzati dal primo lockdown, sono oggi allo stremo,
come abbiamo denunciato nei mesi scorsi. Riaprire – anche solo parzialmente e
quantomeno per quelle attività che oggi sono consentite ai soggetti profit –
per loro significa sopravvivere. Nonostante questo hanno continuato anche in
questo periodo, tra mille difficoltà e problemi, a resistere e ad essere un
punto di riferimento fondamentale per tantissimi cittadini. Un baluardo della
solidarietà e del mutualismo in un momento in cui le comunità fanno sempre più
fatica a mantenere legami”.
“Non potranno però resistere ancora a lungo e migliaia di circoli, se la curva
epidemiologica continua a salire, rischiano di non riaprire mai più. E’ un
pericolo che non possiamo correre e che avrebbe delle ricadute drammatiche sul
tessuto sociale del nostro paese”.
“Apprezziamo il Fondo straordinario di 70 milioni previsto per gli enti del
Terzo settore ma crediamo siano insufficienti e rischino di arrivare troppo
tardi. Ci auguriamo che nei provvedimenti di Ristoro vengano stanziati fondi in
grado di sostenere davvero tutti i circoli e le attività delle associazioni di
promozione sociale. Vogliamo riaprire i nostri circoli e continuare ad essere
punti di riferimento di inclusione e di solidarietà per tutto il paese”.


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