LEGGE “ANTIMOSCHEE” INCOSTITUZIONALE
La cosiddetta legge “antimoschee” voluta dalla Regione Lombardia è stata ritenuta in palese violazione della libertà religiosa garantita dalla Costituzione. Qui di sgeuito il comunicato della Presidenza di Arci Bergamo.
La Corte costituzionale ha accolto il ricorso del Governo e bocciato la legge regionale lombarda che imponeva regole assai severe e complesse per creare luoghi di culto.
La legge – che la Consulta ha ritenuto in palese violazione della libertà religiosa garantita dalla Costituzione – era stata approvata nel gennaio del 2015, con una modifica alle regole urbanistiche regionali in materia di edilizia e urbanistica. Pur riguardando indifferentemente ogni religione, prevedeva però requisiti che risultavano particolarmente gravosi per alcune religioni, tanto da essere subito soprannominata legge «anti moschee». Peraltro, lo stesso Presidente Maroni aveva confermato l’obiettivo di bloccare, grazie a questa legge, la imminente costruzione di nuove moschee, in particolar modo a Milano.
Sul carattere palesemente incostituzionale della legge si era da subito sollevato un coro di voci provenienti da più parti, tra cui molte Diocesi. Proprio per dare voce ad un dibattito corale, Arci aveva così organizzato nel marzo dello scorso anno un incontro di approfondimento e riflessione sul tema, durante il quale erano già emerse molte delle argomentazioni accolte dalla Corte costituzionale. Grande soddisfazione è espressa dal presidente provinciale Arci Bergamo, Roberto Mazzetti: “Con questa decisione, la Lombardia cesserà forse di rappresentare la Regione simbolo delle discriminazioni verso le minoranze anche religiose come ci conferma, peraltro, un altro recente provvedimento che nel vietare il velo in tutte le strutture regionali, di fatto crea una barriera, per molte donne musulmane, nell’accedere agli ospedali”.
Nel commentare la decisione della Corte costituzionale, Mazzetti riconosce l’importanza che Arci prosegua con decisione il proprio percorso di sensibilizzazione su questi temi, così da contribuire a realizzare il progetto di una società più inclusiva in cui le differenti condizioni non siano ostacolo all’esercizio dei diritti fondamentali.
Presidenza Arci Bergamo

