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Arci Bergamo | October 22, 2020

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IL GIUDIZIO DI ARCI LOMBARDIA SULLA LEGGE DI STABILITA’

Arci Lombardia  ha iniziato una analisi sulla Legge di stabilità  2016.   Da questa prima analisi emerge una lettura che ci preoccupa sia  sull’impianto generale che su alcuni contenuti.

Per quanto riguarda l’impianto generale ci pare che la manovra abbia una azione difensiva in quanto non si vede una visione che affronti in  maniera convinta sia le carenze strutturali del Paese che il contrasto alle  disuguaglianze. Senza affrontare questi due temi diventa complesso  pensare che le manovre pensate per migliorare la competitività delle aziende  abbiano  una visione a lungo respiro.
Entrando nei contenuti  evidenziamo innanzitutto quelli che più sono nelle nostre corde di associazione di promozione sociale: esprimiamo  preoccupazione per gli stanziamenti limitati verso alla lotta alla povertà e la carenza di una misura strutturale di sostegno al reddito. L’altro tema  riguarda il venir meno di una promessa più volte comunicata  e cioè lo stanziamento aggiuntivo di 100 milioni per il Servizio Civile Nazionale;  purtroppo l’espansione di questa importante esperienza per decine di migliaia di giovani  viene di nuovo spostata nel tempo.  Avremmo inoltre preferito che i tagli della spendig review impattassero più sul Ministero della  Difesa che non su quello dell’Istruzione.  Troviamo culturalmente  errato il passaggio della soglia uso contanti da 1.000 a 3.000 mentre avremmo preferito

una azione che riducesse i costi dell’uso della moneta elettronica.

Su altri aspetti segnaliamo la preoccupazione che si prosegua sulla  strada delle privatizzazioni e che non ci sia un piano organico per il Mezzogiorno. Su quest’ultimo punto avevamo grandi attese viste le dichiarazioni del  Governo.

 

Se si portano critiche vanno contemporaneamente portate proposte alternative.  La priorità, a nostro parere, è la riduzione delle  diseguaglianze che si ottiene tramite politiche di redistribuzione del reddito e del lavoro. Per ottenere questo si deve lavorare su un fisco  più equo, non aumentandolo, ma redistribuendolo maggiormente verso le  fasce più  deboli; operare un investimento pubblico corposo nel mondo del lavoro che  porterebbe maggiori posti di lavoro rispetto a quelli che si ottengono  con la riduzione degli oneri sulle nuove assunzioni;  incremento del fondo  sociale per le non autosufficienze e aumento degli stanziamenti per il  servizio civile nazionale; aumento dei fondi per l’autonomia  scolastica, per  gli stages e per i progetti scuola lavoro, tagliando i fondi per le scuoleprivate;  spostare parte delle risorse per le grandi opere a vantaggio  delle  piccole opere, di un nuovo piano per il trasporto pubblico locale e    per latutela del territorio
Continueremo nel nostro approfondimento seguendo l’evoluzione della legge nei suoi passaggiistituzionali