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Arci Bergamo | November 24, 2017

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Il triste primato dell’Italia, condannata dalla Corte europea dei diritti umani

Il triste primato dell’Italia, condannata dalla Corte europea dei diritti umani

La Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per la violazione dei diritti di tre coppie omosessuali, stabilendo che “lo Stato italiano deve introdurre il riconoscimento legale per coppie dello stesso sesso” e riconoscendo un risarcimento di 5000 euro per danni morali a ognuno dei ricorrenti.

Le tre coppie avevano fatto ricorso a Strasburgo contro l’impossibilità di vedersi riconoscere l’unione in patria. Avevano infatti chiesto ai rispettivi Comuni (Trento, Milano e Lissone, in provincia di Milano) di fare le pubblicazioni per potersi sposare, ma si erano visti rifiutare questa opportunità.

Dopo lo straordinario risultato referendario dell’Irlanda, che lo scorso maggio ha riconosciuto che il matrimonio può essere contratto da due persone dello stesso sesso, l’Italia resta ancora una volta indietro, posizionandosi tra i nove paesi europei (insieme a Grecia, Cipro, Lituania, Lettonia, Polonia, Slovacchia, Bulgaria e Romania) che non hanno ancora previsto alcun tipo di tutela per le coppie omosessuali, che si parli di matrimonio o di unioni civili.

Un primato imbarazzante, considerato anche che il disegno di legge sulle unioni gay, dopo il primo sì da parte della Commissione Giustizia di Palazzo Madama, ora giace in Senato e continua ad essere rimandato.

Quando l’Italia deciderà di occuparsi seriamente e soprattutto di legiferare su un tema tanto attuale ed importante per una società che possa definirsi davvero civile?

Continueremo a chiedere ad alta voce il pieno riconoscimento dei diritti per tutte le coppie.

Continueremo a sostenere la campagna #Lostessosì, in cui chiediamo, insieme ad altre 27 associazioni riunite nella Coalizione per il matrimonio egualitario, che sia eliminata ogni forma di discriminazione nella legislazione italiana sul matrimonio civile, aprendolo anche alle coppie dello stesso sesso, riconoscendo i matrimoni e le unioni celebrate all’estero e assicurando pari diritti ai figli delle persone dello stesso sesso.

Non c’è più spazio per discriminazioni odiose come quelle inflitte alle persone omosessuali, alla loro affettività e alle loro unioni, e anche l’Italia dovrà decidersi quanto prima a colmare questa grave lacuna.

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