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Arci Bergamo | December 12, 2018

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Siamo tutti sulla stessa barca

Venerdì 30 novembre – ore 20.45 – Auditorium Piazza Libertà

UNA NAVE PER SALVARSI
Presentazione del progetto Mediterranea Saving Human

Incontro con Alessandra Sciurba, attivista dell’Operazione Mediterranea e Gianluca Castaldi dell’Ex Canapificio di Caserta.A seguire proiezione del film “I AM NOT YOUR NEGRO” di Raoul Peck.

“Essere dove rischia la vita chi affronta in mare enormi pericoli: per noi questa è oggi la scelta giusta.”

Con queste parole è stata lanciata Mediterranea Saving Humans, la prima “Azione Non Governativa” con nave battente bandiera italiana, attrezzata perché possa svolgere un’azione di monitoraggio e di eventuale soccorso, nella consapevolezza che oggi più che mai salvare una vita in pericolo significa salvare noi stessi.

Intervengono:
Alessandra Sciurba
Assegnista di ricerca all’Università di Bergamo e precedente all’Università di Palermo. Ha svolto ricerche sul lavoro familiare salariato delle donne migranti in Italia, ha conseguito dottorato con una tesi sui centri di detenzione amministrativa e le zone di concentramento dei migranti che ha vinto il premio Dino Frisullo 2008. Dal 2010 ha lavorato per la divisione Ricerca e Sviluppo del Consiglio d’Europa sui temi della povertà e dei diritti umani portando nei progetti il tema delle migrazioni, dei confini e delle cittadinanze. Da anni si occupa di migrazioni anche come attivista. È redattrice del progetto Melting Pot Europa.

Gianluca Castaldi
attivista dell’Ex Canapificio di Castelvolturno, Caserta, spazio sociale attivo con uno sportello legale-informativo per assistenza e orientamento ad un’utenza nazionale di immigrati e rifugiati. Ulteriori progetti attivi sono la creazione del Movimento dei Migranti e Rifugiati ed un costante lavoro di rete, avendo come punto fondamentale l’autorganizzazione delle comunità dei migranti. Spazio sociale facente parte del Tavolo Nazionale Asilo coordinato dall’UNHCR, partner del progetto IN.RETE, che offre una serie di servizi integrati ai migranti e ai rifugiati presenti sul nostro territorio, creazione di un tavolo istituzionale per la denuncia e la risoluzione delle problematiche inerenti il lavoro nero e il fenomeno del caporalato in agricoltura;I AM NOT YOUR NEGRO, Raoul Peck, 95 minuti, USA, Francia, 2017Un documentario molto acclamato dalla critica e che vanta molti premi e altrettante nomination, “I Am Not Your Negro” di Raoul Peck. Tratto dal manoscritto incompiuto di James Baldwin, “Remember This House”, il film esplora la storia del razzismo negli Stati Uniti attraverso le vite dei leader dei diritti civili Medgar Evers, Malcolm X e Martin Luther King.UNA NAVE PER SALVARSI
Il Mediterraneo è la frontiera più pericolosa al mondo. Il confine tra il Sud dell’Europa e il Nord dell’Africa è lo spazio che provano ad attraversare ogni anno decine di migliaia di persone per sfuggire alle guerre, alla miseria, ai regimi autoritari, alle difficoltà prodotte dal surriscaldamento globale. Le cause delle migrazioni sono molteplici ma un’aspirazione a migliorare le proprie condizioni di vita accomuna i progetti di chi sceglie di andarsene dal posto in cui è nato.
Di fronte alle stringenti norme che regolano le dinamiche migratorie, per molti migranti che vogliono arrivare in Europa l’unica opportunità rimane attraversare il mar Mediterraneo, spendendo infinitamente di più del prezzo di un qualsiasi volo per l’Europa. Ma gli aeroporti li respingerebbero, quindi scelgono quel mare che rappresenta per loro una speranza ma anche un pericolo. E’ nel corso di questo viaggio che oltre trentaquattromila persone hanno perso la vita.
Alcune ONG si sono dotate di navi in grado di salvare vite umane, messe a repentaglio dall’atteggiamento di governi e autorità che, invece di intervenire tempestivamente, si scontrano tra di loro per capire di chi è la competenza, dimenticandosi che anche solo un minuto di ritardo nei soccorsi può essere fatale.Mediterranea è un progetto sostenuto da associazioni e realtà sociali che hanno deciso di mettere in mare una nave, la Mare Jonio battente bandiera italiana, attrezzata perché possa svolgere un’azione di monitoraggio e di eventuale soccorso, nella consapevolezza che oggi più che mai salvare una vita in pericolo significa salvare noi stessi.L’obiettivo principale è essere dove bisogna essere, testimoniare e denunciare ciò che accade e, se necessario, soccorrere chiunque rischi di morire nel Mediterraneo, come impongono tutte le norme vigenti.Mediterranea lavora anche a terra, attraverso la costruzione di una rete territoriale di supporto.Il progetto è reso possibile anche grazie a Banca Etica, che ha concesso il prestito per avviare la missione. Un grosso sostegno economico proviene dal crowdfunding a cui tutte e tutti possono partecipare: in meno di un mese sono stati raccolti oltre 250 mila euro.