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Arci Bergamo | October 22, 2018

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Dichiarazione Presidente Regionale Arci Lombardia su decreto migranti e sicurezza

Un decreto che svilisce la Democrazia

Purtroppo la pancia trionfa sulla ragione. Questo decreto infatti non solo non cura i problemi ma ne amplifica i sintomi, creando maggior irregolarità da un lato e dall’altro riportando molto indietro nel tempo il concetto di Democrazia. Se infatti da decenni ci siamo impegnati nel migliore la nostra Democrazia, facendo si che garantisse sempre di più i diritti civili e politici a tutti, con dunque una grande attenzione alla tutela delle minoranze (come ben delinea la nostra Costituzione) ora si torna ad una Democrazia “quantitativa” autoritaria e di parte.

E questo, come la storia insegna (o dovrebbe insegnare) alimenterà inevitabilmente il conflitto sociale rendendo ancor più complessa la relazione nei territori, territori già in sofferenza sia economica che sociale e culturale

Anzi, i territori per cui il Ministro Salvini a parole si fa paladino, verranno messi all’angolo da un decreto che depotenzia il loro ruolo nel funzionale sistema Sprar per avvantaggiare quello privato dei Cas in capo alle Prefetture. Ma anche su questo il Consiglio dei Ministri ha deciso di rigettare al mittente le preoccupazioni dell’Anci sull’ impatto dirompente che può avere questa scelta sui Comuni.

Per non parlare della disumanità della cancellazione del permesso umanitario che svilisce la nostra realtà di un Paese solidale e mutualistico

Ma quello che più impressiona in questo decreto è la mancanza di un progetto complessivo di governo del fenomeno delle migrazioni. Solo azioni “contro”, nessuna “per”.

Noi continueremo a mobilitarci per chiedere che il decreto sia ritirato, per ribadire la necessità di rafforzare il diritto d’asilo in Italia e per sostenere i percorsi di inclusione sociale garantiti dalla rete d’accoglienza Sprar che favoriscono una buona inclusione riconosciuta anche a livello internazionale

Massimo Cortesi

Presidente Arci Lombardia